Cos’è il servizio di logopedia e di cosa si occupa
Il servizio di logopedia è una delle attività fiore all’occhiello dello Studio Alisea. La logopedia è quella disciplina che interviene e riabilita difficoltà linguistiche e di apprendimento.
Le abilità linguistiche possono riguardare diversi aspetti del linguaggio: fatica ad esprimersi perché mancano dei suoni, fatiche di comprensione, difficoltà articolatorie, balbuzie, difficoltà organiche legate ad operazioni ecc…
Le difficoltà di apprendimento, invece, sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia) quindi le abilità legate alla lettura, scrittura e calcolo.
Il logopedista è in grado di valutare e intervenire su questi aspetti sempre più frequenti in età evolutiva.
Come avviene la logopedia allo Studio Alisea
Allo Studio Alisea per accedere al servizio di logopedia, così per tutte le altre richieste, deve essere effettuato un colloquio con una referente del centro. Tale colloquio serve per aprire la cartella clinica, comprendere la problematica ed impostare un corretto iter di valutazione. Le figure professionali coinvolte nel benessere del bambino è i mportante che lavorino in sinergia fra loro, per questa ragione una valutazione in età evolutiva, anche se per “semplice” linguaggio, il più delle volte coinvolge diversi aspetti. Per farvi un esempio, oltre alla valutazione logopedica e linguistica/apprendimenti, viene spesso integrata una visita Neuropsichiatrica ed una valutazione cognitiva.
Se già in possesso di documentazione perchè effettuata in altro centro o presso una Uonpia del SSN dopo il primo colloquio, dedicato anche alla lettura della documentazione, si accede direttamente al trattamento logopedico.
Il trattamento logopedico ha solitamente cadenza settimanale e la durata può essere stimata solo approssimativamente da un clinico.
Ci sono differenze fra il servizio pubblico e quello privato?
A prescindere da chi eroga il servizio, se uno studio privato, un servizio pubblico o convenzionato, la qualità del trattamento e la sua efficacia è dettata, per una percentuale maggiore, dal professionista. Se il professionista è messo nella posizione di poter lavorare bene, il suo operato non si differenzia se erogato in un servizio pubblico o privato.
Compreso questo la famiglia in carico in un servizio o l’altro non ha necessità di dubitare sulla qualità della cura che ha scelto per suo figlio. L’interrogativo che si deve porre, invece, è: mio figlio sta migliorando? come sarebbe mio figlio se non facesse questo trattamento? mio figlio si trova bene con la terapeuta?
Però è inutile negarlo, qualche differenza tra i due servizi esiste e non è irrilevante:
i tempi di attesa: purtroppo da molti anni a questa parte le Uonpia (Unità Operative …XXX) non riescono a gestire il rapporto di domanda e offerta e sono saturi di richieste. Non entreremo nelle motivazioni di questo scenario perché non compete noi. Purtroppo la situazione attuale è drammatica, le famiglie accedono al SSN dopo 24 mesi di lista d’attesa (la lunghezza della lista varia in base all’ospedale richiesto) e a seguito di valutazione a volte l’ospedale non è in grado di garantire un trattamento.
Il dramma in senso stretto è duplice, da un lato non siamo in grado di offrire un servizio di cura ed un pubblico accesso alla sanità il che vuol dire che alcune famiglie sono costrette a rinunciarci. Il secondo aspetto è che alcuni bambini non posso aspettare così tanti mesi per essere trattati. Se consideriamo che il principio guida degli ultimi anni è “prevenire al psoto di curare” ci ritroviamo in una situazione ribaltata: non stiamo facendo prevenzione, non stiamo curando, stiamo intervenendo quando il problema rischia di essere fuori controllo o non più curabile.
Vi facciamo un esempio uscendo anche dal contesto di urgenza e gravità: un disturbo dell’apprendimento, seppuer non debba essere considerato patologia d’urgenza (come magari puo essere considerato un rischio suicidario) se non trattato negli ani della scuola primaria, crolla drammaticamente l’efficiacia del trattamento ed il margine di migliroamento. un bimbo segnalato in 3 o 4 elementare rischia di accedere a valutazione quando per lui le scnse di cura sono già ridotte al massimo.
La conseguenza è la corsa al centro privato che avendo piu margini di manovre sull’offerta, il piu delle volte è in grado di rispondere tempestivamente alla richiesta. Abbimao detto che la qualità del servizio è la stessa (o quasi) ed i tempi di attessa azzerati (o quasi). Chi ci rimette in tutto questo? le famiglie. PEr ecco illustrato la seconda, enorme, differenza fra i due servizi: il costo. Non potendo effettuare convenzioni o altro un centro privato ha per forza di cse un costo maggiore e, non da poco, può seguire i flussi di domanda e offerta come un vero mercato. I prezzi possono dunque aumentare se le richieste aumentano o se il costo della vita e dei servizi aumenta, come una qualsiasi attività commerciale.
Poco sopra ho usato due “quasi” fra le parentesi, vi spiego il perchè. I tempi di attesa nel servizio privato sono brevi, nel nostro Studio riusciamo a garantirvi un accesso al primo colloquio entro 7/10 giorni ed un inzio dell’iter valutativo immediato. Tale iter dura circa un mese (un mese non di attesa di ma valutazioni a cadenza settimanale) e poi, compatibilmente con le agende, quasi sempre si inizia il trattamento. Per alcuni trattamenti abbiamo anche noi delle liste di attesa ma nel giro di ⅔ mesi si esauriscono.
Il secondo “quasi” era legato alla qualità del servizio, che deve o dovrebbe essere la stessa, sul professionista abbiamo già parlato, quello che a volte si trova in uno studio privato multidisciplinare, è un lavoro meno frenetico, quindi più preciso, con maggior tempo da dedicare all’ascolto della famiglia e del bambino e con un tempo dedicato al confronto con l’equipe. In un ostudio privato c’è spesso il modo ed il tempo er fare un buon lavoro di rete con le altre figure coinvolte (scuola sport ecc) che migliora la presa in carico globale.
L’ultimo aspetto, non fondamentale ma per noi importante è il setting. In uno studio privato il clima è piu disteso e familiare, il bambino non entra in un ospedale ma in un ambiente pià caldo che aiuta a familiarizzare con la terapeuta ed accettare di buon grado le attività facendo sentire il bambino inserito in hun contesto di maggior normalità e di meno patologia.
speriamo di ritrovarci in un mondo che ci dia la possibilità di scelta e non ci obblighi.